Sei secoli di pietra, potere e panorami.
Il Cassero e le Mura
La più grande delle porte medievali, fortificata da Ambrogio Maitani nel 1326, si apre nella cinta muraria del XIV secolo.
Esternamente presenta tre livelli, corrispondenti a tre fasi costruttive e materiali distinti: il primo in pietra arenaria; il secondo in pietra calcarea (anni '70 del XIV sec.) voluto dall'Abbate di Monmaggiore per collegare Porta Sole e Porta di Sant’Antonio; il terzo in laterizio (1416-24) opera di Fioravante Fioravanti per ordine di Braccio Fortebracci.
La definitiva trasformazione in cassero, munito di botole, feritoie e di porta Caditoia, risale al 1479. Dagli anni '90 del XX secolo ha ospitato prima il museo delle porte e delle mura, e oggi è sede del Museo degli strumenti musicali antichi.

I Racconti dell'Epoca
«Cospicua e ben munita è l'alta sua torre quadrata che nei trapassati secoli ebbe continuamente un presidio. Fu la porta restaurata e chiusa con nuove imposte nel 1797, ma nel luglio del 1799 dalle truppe così dette austro-aretine, che si fecero forti nel prossimo convento del Monte, fu battuta la torre, onde à impressi i frequenti colpi di cannone contro di lei vibranti, e rimasero conquassate le imposte rinnovate nel 1820.»
«Braccio entra in Perugia per la porta di sopra. Intendasi per porta Santo Agnolo, per la quale si trova ch’entrò il di 19 di Luglio 1416 [...] Sono alcuni, che pensano, per ischifare il gran concorso del popolo [...] alcuni altri, perché giudicava, che entrando per quella porta, fosse per haver miglior via, et più comodo luogo per combattere [...] Fortezze rifatte da Braccio. Trovasi che su la Cittadella ch’era nel Monte di Porta Sole, & la Torre della porta di santo Agnolo.»
Simboli e Identità
Come il borgo, la Porta prende il nome dall’antichissima chiesa paleocristiana dedicata a San Michele Arcangelo. Il suo stemma è rappresentato dalle ali dell’Arcangelo con al centro la spada (protettore la cui ricorrenza è il 29 settembre).
Il colore associato è il rosso, come la spada fiammeggiante e la legna per il fuoco proveniente dai boschi a nord di Perugia.
Antiche Denominazioni
Da qui usciva una delle cinque vie regali proveniente dalla platea magna e diretta a nord.
Era nota anche come Porta degli Armeni per l’antico monastero basiliano fuori le mura, e come Porta San Matteo e/o San Cristoforo per l'usanza di trasferire il nome da una porta più antica posta lungo l'odierno Corso Garibaldi.
Le Fasi Costruttive
Inizia l'opera di fortificazione della porta medievale utilizzando la pietra arenaria per il primo livello.
Sopraelevazione in pietra calcarea del secondo livello per collegare strategicamente le fortezze della città.
Fioravante Fioravanti innalza il terzo livello in laterizio, avviando la definitiva trasformazione in cassero.
Completamento del cassero con munizioni di botole, feritoie e porta Caditoia.
Archivio Fotografico e Video



